Mercati in Bilico: il Quadro Economico tra USA, UK ed Eurozona
di: Alessio Moretti 28 Febbraio 2025 11:53
Il Declino del Dollaro e l’Incertezza Economica negli Stati Uniti
Nel mese di febbraio, l’indice del dollaro ha registrato una contrazione del 1,7% su base mensile. Questo calo è stato determinato da dati economici deludenti e dall’incertezza riguardo all’attuazione delle nuove tariffe commerciali statunitensi. Il Segretario al Tesoro degli Stati Uniti, Scott Bessent, ha espresso preoccupazioni riguardo alla fragilità dell’economia, sottolineando la volatilà dei tassi di interesse, un’inflazione persistente causata da una spesa pubblica eccessiva e una regolamentazione stringente, oltre alla dipendenza dal settore pubblico. Bessent ha anche evidenziato l’importanza delle tariffe doganali come fonte di entrate per il governo.
Mercato del Lavoro e Inflazione USA
Il mercato del lavoro statunitense ha mostrato segnali di moderazione, con un incremento di 143.000 posti di lavoro a gennaio. Il tasso di disoccupazione è sceso al 4,0% rispetto al 4,1% di dicembre. Secondo Bloomberg, le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione si mantengono in linea con i livelli pre-pandemia del 2019, suggerendo che la Federal Reserve potrebbe mantenere i tassi di interesse invariati fino a progressi più evidenti nella riduzione dell’inflazione.
A gennaio, l’inflazione ha registrato un’accelerazione, con l’indice dei prezzi al consumo (CPI) in aumento dello 0,5% su base mensile, rispetto allo 0,4% di dicembre. L’inflazione core, che esclude alimentari ed energia, è cresciuta dello 0,4% mensile, contro lo 0,2% di dicembre. Su base annua, il CPI ha raggiunto il 3%, in crescita rispetto al 2,9% di dicembre, mentre l’inflazione core è salita al 3,3% dal 3,2%.
Segnali di Rallentamento Economico negli Stati Uniti
L’economia statunitense mostra segnali di rallentamento. L’indice Flash Composite PMI di febbraio si è attestato a 50,4, in calo rispetto al 52,4 di gennaio, segnando il valore più basso degli ultimi 17 mesi. Il PMI dei servizi è sceso a 49,7, il livello più basso in 25 mesi. Tuttavia, il PMI manifatturiero ha registrato un miglioramento a 51,6, il valore più alto negli ultimi otto mesi.
La fiducia dei consumatori statunitensi sta diminuendo: l’indice di fiducia del Conference Board è sceso di 7 punti a 98,3 a febbraio. Il sottoindice sulla situazione attuale è calato a 136,5, mentre l’indice sulle aspettative future è sceso a 72. Secondo il sondaggio dell’Università del Michigan, il sentiment dei consumatori è diminuito a 64,7, il livello più basso da novembre 2023. Questo declino è stato alimentato dalle preoccupazioni per l’impatto delle tariffe commerciali promosse dall’amministrazione Trump, che potrebbero ridurre il potere d’acquisto delle famiglie. Le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate al 4,3%, il valore più alto da novembre 2023.
Situazione Economica nel Regno Unito
Nel Regno Unito, l’inflazione ha superato il target della Bank of England (BoE), attestandosi al 3% a gennaio, rispetto al 2,5% di dicembre. L’inflazione core è aumentata del 3,7% su base annua, mentre l’inflazione dei servizi è salita al 5% dal 4,4%. In risposta, la BoE ha ridotto il tasso di interesse dello 0,25% portandolo al 4,5%. Il governatore Andrew Bailey ha segnalato ulteriori possibili tagli, mantenendo un approccio “graduale e prudente” alla politica monetaria.
Sul fronte della crescita, il PIL britannico è cresciuto appena dello 0,1% nel quarto trimestre del 2024. Il PMI Composite Flash di febbraio è leggermente sceso a 50,5. Il PMI manifatturiero ha registrato un calo a 46,4, segnando il livello più basso in 14 mesi. Tuttavia, la fiducia dei consumatori ha mostrato segnali di ripresa, con l’indice GfK che è salito a -20.
Il mercato del lavoro britannico si mantiene stabile, ma la crescita salariale elevata potrebbe preoccupare la BoE. I salari, esclusi i bonus, sono aumentati del 5,9% nell’ultimo trimestre del 2024 rispetto all’anno precedente. Il numero di lavoratori dipendenti è cresciuto di 21.000 unità a gennaio.
L’Eurozona tra Inflazione e Crescita Modesta
Nell’Eurozona, l’inflazione è salita al 2,5% a gennaio 2025, trainata dall’aumento dei costi energetici. Tuttavia, l’inflazione core è rimasta stabile al 2,7% per il quinto mese consecutivo. Il PMI Composite della zona euro è rimasto invariato a 50,2, mentre il PMI manifatturiero ha segnato un miglioramento a 47,3, il valore più alto in nove mesi.
Il PIL della zona euro è cresciuto dello 0,1% nell’ultimo trimestre del 2024, leggermente sopra le previsioni di stagnazione. Tuttavia, il mercato del lavoro mostra segnali di debolezza, con la settima contrazione consecutiva dell’occupazione nel settore manifatturiero.
In Germania, la fiducia dei consumatori ha subito un calo, con l’indice Gfk sceso a -24,7. La prospettiva politica tedesca rimane incerta: Friederich Merz è favorito per diventare il prossimo cancelliere, ma dovrà affrontare sfide nella formazione di una coalizione. Le discussioni sul “freno al debito”, che limita il deficit strutturale al 0,35% del PIL, potrebbero complicare l’attuazione delle riforme economiche promesse.
Prospettive Globali e Rischi
L’economia globale continua a navigare tra incertezze geopolitiche e politiche economiche contrastanti. La politica commerciale degli Stati Uniti e le risposte della UE potrebbero influenzare i mercati nei prossimi mesi. Inoltre, la traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve, della BoE e della BCE giocherà un ruolo chiave nella direzione della crescita e dell’inflazione a livello globale.
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