Le politiche commerciali del presidente Donald Trump stanno assumendo proporzioni sempre più preoccupanti, con il rischio di trasformarsi in una vera e propria recessione globale.
Ieri il tycoon durante la cerimonia al Rose Garden, ha firmato l’ordine esecutivo che impone una tariffa del 10% su tutte le importazioni e tariffe molto più elevate per alcune nazioni considerate “scorrette”.
L’annuncio ha scatenato una forte ondata di vendite sui futures azionari e un calo nei prezzi del petrolio, segnale che gli investitori temono che l’aumento del costo delle importazioni possa rappresentare un freno significativo per l’economia globale.
Al momento dell’annuncio, alle 22 ora italiana, i futures dell’indice Dow Jones Industrial Average erano in calo di oltre il 2%, mentre quelli dell’S&P 500 avevano perso il 3,7%; il Nasdaq, orientato al settore tecnologico, registrava una flessione del 4,6%.
Come cambia lo scenario dei Dazi
Con la mossa di ieri Trump ha imposto dazi generalizzati del 10% su tutte le importazioni, che entreranno in vigore dal 5 aprile.
Tuttavia alcune nazioni, come l’Unione Europea, saranno colpite da quella che Trump ha definito una “tariffa reciproca scontata”. Le tariffe più elevate sono per le nazioni che la Casa Bianca considera cattivi attori nel commercio.
L’UE ha affermato che sta preparando nuove contromisure se i negoziati falliranno.
Canada e Messico sono esclusi dal regime tariffario reciproco.
Di seguito una tabella riassuntiva dei dazi reciproci.
Analisi future S&P500 – 3 Aprile
Prima dell’annuncio di Trump il future su S&P500 scambiava in territorio positivo sopra i 5.750 punti, nella speranza che i dazi potessero essere meno severi del previsto.
La bomba commerciale lanciata dal presidente americano ha spento però immediatamente gli entusiasmi iniziali, con sell off copiosi che si sono abbattuti su tutti i mercati.
Nell’ultima ora di contrattazione della sessione di ieri il future su S&p500 è crollato di oltre 200 punti, chiudendo vicino ai minimi di giornata a 5.580 punti.
La seduta odierna si è aperta poi in gap down e al momento della scrittura il mercato sta scambiando intorno area 5.500 punti.
La dinamica tecnica è più che mai negativa, con il principale benchmark americano che è stato duramente colpito dalle vendite da fine febbraio; il ritorno al di sotto dei 5.700 punti ha portato ora ad una nuova spirale di debolezza.
Per scongiurare ulteriori crolli ora il livello da difendere è 5.450 punti. Un breakout al ribasso di tale area, confermato in chiusura di sessione, potrebbe portare a nuove vendite con primo target a 5.400 punti ed in estensione a 5.350 punti.
Un vero segnale positivo su questo mercato arriverebbe in caso di recupero dei 5.700 punti, anche se segnaliamo ora la presenza di importante liquidita a quota 5.615 punti, livello il cui recupero incentiverebbe con tutta probabilità ulteriori acquisti almeno fino a 5.650 punti; tuttavia il test dei 5.600 rappresenterà in prima battuta una occasione per rientrare short, con primo obiettivo il test di quota 5.560 punti.
Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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