I rischi geopolitici e l’incertezza delle elezioni americane continuano a sostenere il prezzo dell’oro, che resta sui massimi.
Questa notte il future con scadenza dicembre 2024 ha toccato nuovamente i 2.770 dollari l’oncia; la seduta di lunedì si era invece chiusa sulla parità a 2.754 dollari.
Le tensioni geopolitiche e le elezioni americane aumentano l’attrattiva dell’oro
Il 5 novembre si avvicina, ma l’incertezza sul prossimo presidente degli Stati Uniti resta sempre più elevata.
I recenti sondaggi mostrano una sfida serrata tra Donald Trump e Kamala Harris e gli investitori sono cauti sui potenziali cambiamenti economici post-elettorali.
Il timore dei mercati è rivolto ad un ritorno dell’inflazione in caso di aumento della spesa pubblica post-elettorale; proprio per questo motivo abbiamo assistito recentemente ad un calo dei rendimenti dei titoli del tesoro Usa e di conseguenza ad una maggiore attrattività dell’oro.
Anche le crescenti tensioni in Medio Oriente hanno contribuito a mettere pressione al rialzo sull’oro, poiché aumentano i timori circa possibili azioni di ritorsione nella regione dopo gli attacchi nel fine settimana di Israele sull’Iran.
Analisi Gold future martedì 29 ottobre
La situazione tecnica sul Gold future sembra essere orientata in modo tale da spingere potenzialmente il mercato verso 2.800 dollari, soprattutto se oggi di dovessimo registrare una chiusura superiore ai 2.770 dollari.
Il mercato ha invalidato il potenziale modello di distribuzione a testa e spalle iniziatosi a formare tra il 21 e il 23 ottobre scorso, con acquisti massicci in area 2.730 dollari (dove trovavamo anche il minimo della candela engulfing ribassista del 23 ottobre) che dimostrano come ancora il mercato sia ben sostenuto da parte degli investitori.
Tuttavia, se i prezzi dovessero scivolare al di sotto del supporto a 2.730 dollari, potremmo poi assistere ad un’estensione della correzione e ad un retest dei 2.710 dollari.
In tale scenario quindi le eventuali correzioni intraday costituiscono occasione per cercare opportunità long, con il primo supporto da segnalare a quota 2.758 e a seguire a 2.745 dollari.
Solo in caso di ritorno al di sotto dei 2.700 dollari potremmo assistere ad una debolezza in ottica multiday.
Dati macro chiave
Giovedì avremo in uscita i dati sull’inflazione dell’euro zona e dell’America, fondamentali per capire le future mosse della Fed e della BCE.
Gli investitori prezzano al momento al 95% la possibilità di assistere ad un taglio di un quarto di punto base da parte della Fed a novembre, secondo il FedWatch del CME.
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Informazioni sull'autore: Filippo Giannini
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