Il “giorno della liberazione” è arrivato, come reagirà Wall Street?

di: Alessio Moretti 2 Aprile 2025 9:36

wall street e trump

Il 2 aprile è arrivato e con esso anche l’attesa “Giornata della Liberazione” annunciata da Donald Trump.

Per i mercati finanziari e le economie globali, questa data segna l’inizio di una nuova era commerciale, con l’introduzione di pesanti dazi sulle importazioni.

Nessun dettaglio sui piani di Trump è stato reso disponibile prima dell’annuncio. Il presidente dovrebbe parlare alle ore 22 italiane; i funzionari della Casa Bianca hanno affermato che l’attuazione della più radicale riforma della politica commerciale degli Stati Uniti sarebbe stata immediata.

Ora, la domanda chiave per Wall Street è: questa politica sarà il detonatore di un crollo azionario o il punto di partenza per un nuovo rally?

Il Significato del “Liberation Day” e la Politica dei Dazi

Per settimane, Donald Trump ha promosso il 2 aprile come un giorno simbolico per l’economia americana.

Il 21 marzo, Trump aveva scritto sulla sua piattaforma Truth Social:

“Il 2 aprile è la Giornata della Liberazione in America!!! Per DECENNI siamo stati derubati e sfruttati da tutte le nazioni del mondo, sia alleate che nemiche. Ora è finalmente il momento per il GRANDE USA di riprendersi denaro e rispetto! DIO BENEDICA L’AMERICA!!!”

Secondo alcune indiscrezioni Trump potrebbe imporre dazi generalizzati del 20% su un’ampia gamma di beni importati.

I nuovi dazi reciproci si aggiungerebbero alle tariffe che Trump ha già implementato: una tariffa aggiuntiva del 20% su tutte le importazioni cinesi e una tariffa del 25% su tutte le importazioni di acciaio e alluminio. 

A marzo Trump aveva annunciato anche dazi del 25% su tutti i veicoli importati e, in futuro, anche sui ricambi auto importati, che entrerà in vigore giovedì.

L’obiettivo dichiarato dei dazi è proteggere i posti di lavoro americani e rendere i prodotti nazionali più competitivi.

Ma c’è un precedente che fa riflettere: tra il 2018 e il 2019, Trump aveva già imposto dazi significativi alla Cina, con conseguenze negative per molte aziende statunitensi. Secondo uno studio della Federal Reserve di New York, le imprese più esposte a questi dazi hanno subito cali nei profitti, nella produttività e nell’occupazione, effetti che si sono protratti per anni.

Gli effetti più immediati si vedranno quindi sugli utili aziendali. Le stime per il 2025 erano già scese dai 272 dollari per azione di inizio anno a circa 268 dollari, ma il rialzo dei costi dovuto ai dazi potrebbe comprimere ulteriormente i margini di profitto, innescando un ciclo di revisioni al ribasso. E questo ancora prima di considerare l’impatto più ampio sull’economia, che potrebbe rallentare in risposta a politiche protezionistiche più aggressive.

Wall Street Rischia un Crollo?

Lunedì, alla fine del primo trimestre del 2025, due delle tre principali borse valori hanno registrato il loro peggior trimestre in oltre due anni, mentre Wall Street si è scossa per il caos delle guerre commerciali di Trump. A marzo, la fiducia dei consumatori è crollata al livello più basso in oltre quattro anni.

I mercato azionari potrebbero però non aver ancora scontato del tutto le minacce provenienti dai dazi.

Negli ultimi giorni gli economisti di Goldman Sachs, JPMorgan e altre banche hanno rivisto al ribasso le loro previsioni di crescita dell’economia statunitense e hanno notato un aumento delle possibilità di recessione.

Con un simile scenario, è lecito chiedersi se la Giornata della Liberazione si trasformerà invece in un disastro totale per i mercati finanziari.

Nel 2018, quando Trump introdusse i dazi sulla Cina, il mercato azionario perse rapidamente terreno. Tuttavia, esiste una differenza fondamentale tra allora e oggi: la valutazione delle azioni. Nel 2018, il rapporto prezzo/utili aggiustato per il ciclo economico (CAPE Ratio) dell’S&P 500 era vicino a 33; alla fine del 2024, ha toccato quasi 39, un livello storicamente associato a correzioni significative.

Dal punto di vista storico, ci sono stati solo sei casi in 154 anni in cui il CAPE Ratio ha superato quota 30 per almeno due mesi consecutivi. In cinque di questi, i principali indici di Wall Street hanno poi subito una perdita di almeno il 20%. Questo significa che il mercato attuale potrebbe essere particolarmente vulnerabile a un periodo di incertezza legato alla politica commerciale di Trump.

Dove trovare riparo in un mercato volatile?

Con la volatilità in aumento, gli investitori si chiedono quali settori possano offrire una via di fuga. Il comparto energetico, in crescita di quasi l’8% quest’anno, è stato tra i migliori performer, ma rappresenta solo una piccola frazione del mercato azionario. Il settore sanitario ha registrato un rialzo del 5%, anche se recentemente ha perso parte dei guadagni.

I titoli tecnologici e di consumo discrezionale, che includono colossi come Amazon, Tesla, Apple, Microsoft e Nvidia, hanno invece subito forti ribassi, con perdite superiori al 10%. La loro elevata esposizione internazionale li rende particolarmente vulnerabili a un’escalation delle tensioni commerciali.

Conviene comprare sulla debolezza?

Alcuni analisti ritengono che la reazione negativa del mercato possa essere un’opportunità d’acquisto. Secondo Jeff deGraaf di RenMac, aprile è storicamente il secondo mese più forte dell’anno per le azioni, con l’S&P 500 che chiude in positivo quasi due volte su tre.

Secondo uno studio di Crestmont Research, dal 1900 ad oggi, tutti i periodi di investimento di 20 anni sull’S&P 500 hanno generato un rendimento positivo, indipendentemente da crisi economiche, guerre o pandemie.

Ciò significa che, anche se il mercato dovesse subire pressioni dovute ai dazi, gli investitori pazienti potrebbero beneficiare nel lungo termine. La storia mostra che un’economia in crescita alimenta rivalutazioni azionarie, e con gli Stati Uniti ancora al centro dell’innovazione globale, il mercato potrebbe riprendersi più rapidamente di quanto si pensi.

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    Informazioni sull'autore: Alessio Moretti

    Autore Articolo: Alessio Moretti
    Laureato in Economia e Management ed esperto in contenuti finanziari e marketing digitale. Dal 2016 si dedica al mondo degli investimenti e dal 2018 collabora con TradingFacile come seo strategist e quantic Trader. IN BREVE: - Dal 2016 entra nel mondo del trading diventando programmatore di strategie automatiche; - Dal 2018 si dedica al marketing digitale e scrive di economia e finanza; STUDI: Laurea in economia e management

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